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Condividere i bisogni: essere clienti di se stessi Che un potenziale consumatore di un prodotto, un bene, un servizio, diventi esso stesso produttore di quel prodotto, di quel bene, di quel servizio è un evento non propriamente usuale. O meglio; che un individuo, nell’espletamento delle proprie attività professionali o nel vivere la propria quotidianità si renda conto che c’è qualcosa che manca e decide esso stesso di diventarne il produttore, è un evento decisamente inusuale. La dottrina del marketing dice che le aziende dovrebbero produrre non ciò che sanno fare ma ciò che il mercato richiede. E questa assoluta verità genera due ordini di difficoltà: 1) individuare il bisogno, e prima ancora 2) individuare il mercato. Tutto diventerebbe palesemente più semplice se il mercato, che conosce per certo il bisogno, decidesse di produrre esso stesso quel bene. A quel punto al di là delle logiche difficoltà di fare impresa, il consumatore/produttore dovrebbe semplicemente verificare che il bisogno sia realmente diffuso agli altri elementi che compongono il suo stesso mercato. La genesi di NEXTO è riconducibile proprio alla logica del consumatore che esplicita un bisogno, non trova risposte adeguate, decide esso stesso di diventare il produttore del bene necessario alla soddisfazione di quel bisogno ed una volta verificato che il bisogno stesso è estremamente diffuso (in forma sia manifesta che latente), decide di farne un business. NEXTO è una società di cui la tecnologia informatica è uno dei polmoni; ma nonostante ciò, il cuore non è nell’informatica. Il fondatore di NEXTO è un imprenditore. Nelle sue esperienze precedenti, in business apparentemente distanti, aveva puntualmente sofferto la carenza d’informazione, la mancanza di organicità nella conoscenza, nonostante un livello organizzativo elevato. Aveva sempre esplicitato la necessità di interloquire nell’ambito tecnologico, con fornitori che comprendessero e magari anticipassero i propri bisogni, utilizzassero un linguaggio a lui comprensibile, che proponessero tecnologie ‘vivibili’ e facilmente immedesimabili. Soprattutto nella tecnologia ciò è veramente difficile. In un mondo fatto di Gigabyte, tecnologie OLAP, algoritmi di Datamining, per un normale imprenditore di una piccola media impresa è veramente impossibile districarsi. La domanda è: se cerco qualcosa da mettere ai miei piedi, e mi reco in un negozio specializzato, non mi vendono una tomaia con un contrafforte con una suola in cuoio…e quant’altro, ma mi propongono un paio di scarpe. Chiamiamo le cose con il proprio nome. O meglio chiamiamo le cose con il nome che i consumatori riescono a comprendere. Se ho bisogno di avere un sistema che elabori dati sull’andamento della mia azienda, perché vogliono vendermi un qualcosa che ha il nome di “business intelligence”? o un motore multidimensionale con tecnologia OLAP, MOLAP, o ROLAP? Io voglio semplicemente…degli indicatori. Da queste considerazioni, apparentemente farneticanti, nasce l’idea di business di NEXTO. Imprenditori che condividono le esigenze di altri imprenditori e che decidono di proporsi loro come risolutori di problemi, rispondendo con efficacia alle loro esigenze.
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